Al cinema Kinoteka, fino al 3 aprile potete vedere una selezione di film dal ricco corpus di una delle registe italiane più celebri degli anni Settanta, Lina Wertmüller. Fu una delle registe italiane più eminenti e di maggior successo commerciale, la prima donna candidata all’Oscar per la regia (Pasqualino Settebellezze, 1975), al tempo stesso celebrata e contestata in tutto il mondo. Wertmüller entrò nel mondo del cinema come assistente di Federico Fellini in Otto e mezzo (1963). Questo incontro le aprì le porte alla regia del suo lungometraggio d’esordio I basilischi (1963), premiato a Locarno, e a una serie di progetti per il cinema e la televisione nei quali affinò il mestiere scrivendo e/o dirigendo. Raggiunse la notorietà internazionale con il suo quarto film Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972).
I film di Wertmüller conquistano per vitalità, energia e per la totale assenza di correttezza politica, che non ha perso nulla della sua capacità di sorprendere, scioccare e offendere. Louis C.K., Amy Heckerling, Spike Lee, Pedro Almodóvar e Ruben Östlund sono solo alcuni dei cineasti che la citano come fonte d’ispirazione o nei cui lavori si avvertono tracce del suo stile; è quindi un vero peccato che oggi sia in parte trascurata dal grande pubblico.
Il ciclo Lina Wertmüller: Sesso, politica, amore, anarchia comprende otto film dal culmine della sua carriera: concepito come introduzione alla sua opera e come invito a un acceso confronto con una regista che ha ancora molto da dire.
Il programma delle proiezioni è disponibile su: https://kinokinoteka.hr/program/